Ebbene, eccomi a scrivere resoconti su resoconti.
Dunque intanto, mi scuso per queste mie prolungate assenze, ma tra mille cose da fare, alla fine è sempre il blog a rimetterci.
Ma non perdiamo tempo prezioso .. rammentate quella mia amica, sì, quella del frustino, e del borsone nella sua auto?
Si, si quella, allora.. io ovvio non sono potuta andare in officina quel giorno, ma due amici ( che propriononavevanonulladimegliodafare ...) sono andati.
- Allora sei andato poi ?
- Sì, pensa il borsone non c'era...
- ah ... beh scusa, ma mica è scema ehehe avrà fiutato la cosa.
- Penso anche io.
- Ma scusa perchè no nglielo chiedi direttamente eheheh " senti ma tu sei dominatrice o slave ?" ghghgh e poi, scusa e, ma detto tra te e me, ma a voi che caspio vi riguarda di quello che fa ???
- ma dai, .. e comunque non è che non abbiamo trovato proprio nulla ..
- ah! cioè?
- beh .. nel portapacchi non c'era traccia del borsone, ma ..abbiamo trovato un tacco.
- un tacco ? che tipo di tacco? di scarpa ? .. avrà rotto una scarpa mentre camminava e l'ha messo lì, no ?
- uhmma ... tu hai mai visto Alice con tacchi alti dieci centimetri? scarpa lucida... vernice nera
- ahh ma dai scusa ... magari qualcuna che stava con lei ..siete proprio malati volete trovare qualcosa di strano a tutti i costi.
- macchè .. è lei strana eheheh.
- ah lei è la strana e voi le rivoltate la macchina in cerca di " prove ?" certo che, più che strani forse siete stronzi... fossi in voi inizierei a guardare per il cambio del guardaroba ..
- eheh tutine in lattice nere ?
- mah io pensavo a qualche accessorio per iniziare .. un cappellino in lattice ad esempio, che ne so, tu e M. potreste comprarvi un bel profilattico da mettere in testa no ???
E ora spezziamo la serata con i colori.
Facciamo un intervallo di colori o di libere immagini e (libere o guidate) interpretazioni, ... ciascuno ci vedrà quello che ci vuole io vi do solo delle piccole indicazioni.

Asfodelo:
pianta tipica della macchia mediterranea, questo è un particolare della sua infiorescenza, il particolare del fiore è un regalo della vostra affezionata e brillante (“___” ) Baciodirugiada!!!

Ciclamini
Generalmente cresce nel sottobosco, ma questi intrepidi ciclamini sono cresciuti sotto alcuni corbezzoli sul costone della collina accanto alla mia casa, sono degli impavidi bisogna ammetterlo!

Orchidea selvatica.
A mio avviso: bellissima. E' piccina, non dura molto ma è molto bella, priva di profumo attrae l’insetto che la deve fecondare grazie alla sua particolare forma, sembra un calabrone no ???. La natura l’ha privata del profumo ma non dell’ingegno!!!

Mimosa
Poche parole, tripudio giallesco!!!

Gatto al sole
Tipica pianta domestica o anche no, gatto sonnecchioso baciatodalsole, ma anche da me, la vostra intrepida, Baciodirugiada!

Nuvole
Ultima foto dell’intervallo, ma non ultima per me, vedete quella soffice consistenza bianca sopra il mare ? ecco io lì vorrei avere la mia piccola baita!!! Una cascatella, qualche fiore qua e là, un boschetto di aromi, essenze varie, mi accontento di poco lo so, ...
p.s.
il gatto non è uno dei miei, l'ho trovato in giro mentre mi cimentavo nell'arte della fotografia, eheheh, diciamo che ci sono quasi caduta con la macchina ... ma questa è un'altra storia.
p.s. al p. s.
... che testa c'ho oggi ... tutte le fotine sono fatte da me medesima *__* I am happy
Eravamo seduti intorno al tavolo, era il momento degli antipasti.
Eravamo in tanti a tavola mercoledì dopo Pasqua, ci siamo incontrati con un po’ di parenti e amici per festeggiare un compleanno.
Tutti intenti a mangiucchiare qualcosa, quando ad un certo punto un amico parlando del suo lavoro, ( ha un’officina meccanica) dice:
- non avete idea di quello che si possa trovare dentro alle macchine che mi lasciano in officina! –
Ciascuno di noi ha fatto le sue considerazioni, e qualcuno ha ridacchiato altri hanno ripreso a smuzziccare i crostini con burro e salmone, ad addentare le melanzane gratinate, o le olive piccanti..
Ad un certo punto si solleva una voce, femminile, stranamente eccitata, quasi ammiccante, e fa
- Uh, chissà che hai trovato! Completino sadomaso, fruste .. stivali in pelle, ...cosa ? –
Beh, è sceso il silenzio in tavola e 23 paia di occhi più o meno stupiti si sono poggiati su colei che aveva parlato.
In ogni gruppo ce n’è sempre una, di Lei, molto educata, timida, mai una parola fuori posto, sempre vestita bene, mai barzellette sporche se c’è lei che si scandalizza!
Se quella considerazione l’avesse fatta qualcun altro, beh non ci avremo fatto molto caso, anzi, ma detta da lei, ci ha lasciato proprio stupiti.
Era incredibile, lei ferma con i pezzetti di peperone infilati nei rebbi della forchetta e guardava gli occhi stupiti che la fissavano...
Ad un certo punto suo fratello mentre la guardava fisso, dice, cercando di rimanere serio.
- Alice, guarda che nessuno di noi aveva pensato a cose del genere... tutine sadomaso, stivali di pelle, frustini .. ma che sono queste, le tue fantasie sessuali ?
E conclude con la domanda che ci siamo posti tutti, visto che ognuno di noi, chi spesso chi raramente, ha viaggiato con lei e ha visto .. quel borsone nero che sempre è presente nel suo portabagagli!
- che tieni in quel borsone? -
A questo punto riprende la parola il capoofficina e fa:
- Quando me la devi portare la macchina per quel rumorino ????-
Ci siamo dati appuntamento la settimana prossima in officina per sezionare la macchina ...
“I semi di una grande scoperta sono costantemente presenti nell'aria che ci circonda, ma essi cadono e fanno radici soltanto nelle menti preparate a riceverli"
Joseph Henry
fisico americano
Serendipità è un nuovo termine, poco usato in italiano, proveniente dall'assai più diffuso corrispondente inglese serendipity. Tale parola inglese fu coniata dal letterato Horace Walpole intorno al 1754, ispirato dalla lettura della fiaba persiana "Tre principi di Serendippo" di Cristoforo Armeno.
I tre protagonisti, tre principi di Serendippo, per l’appunto, trovano sul loro cammino una serie di indizi, che li salvano in più di un'occasione. La storia descrive le scoperte dei tre principi come intuizioni dovute sì al caso, ma anche allo spirito acuto e alla loro capacità di osservazione.
Serendipità è dunque, in filosofia, lo scoprire una cosa non cercata e imprevista, mentre se ne sta cercando un'altra.
Ma il termine non indica solo fortuna: per cogliere l'indizio che porterà alla scoperta occorre essere aperti alla ricerca e attenti a riconoscere il valore di esperienze che non corrispondono alle originarie aspettative.

Chi ha mai sentito parlare di Serendipità? Tempo fa al cinema giunse un film con il titolo
“Serendipty” non lo vidi, ma la parola mi rimase impressa e m’incuriosì., quindi curiosa com sono, cercai notizie al riguardo, e .. scoprii che anche io inconsapevolmente venni a contatto con
E voi siete mai state vittime della Serendipità?
"Tre inseparabili principi, figli di Giaffer, re di Serendippo, educati dai più grandi saggi del tempo, coltissimi e pronti a cogliere ogni sfida intellettuale, privi però di un'esperienza altrettanto importante di vita vissuta: tutti teoria, insomma, e niente pratica. Per provare, oltre alla loro saggezza, anche le loro attitudini pratiche, Giaffer, con uno stratagemma, decide di cacciarli dal regno: "Deliberò, per farli compiutamente perfetti, che andassero a vedere del mondo, per imparare dalle differenti culture del mondo”...
Me ne stavo tranquilla, zitta zitta, seduta al sole e leggevo alcune pagine di un libro. D'un tratto, uno strusciar tra le gambe, un ronfare e un graffiarmi i piedi nudi. Mi sollevo sulla sdraio mettendomi seduta, e vedo Zef, che con fare altezzozo, miagola, miagola e mugugna qualcosa in gattese.
Dopo aver attirato l'attenzione su di lui, si accerta che io lo segua, che prenda la fotocamera e quindi, eccolo il presuntuoso, mettersi in posa, geloso forse, degli ultimi scatti dedicati ad Alba.

Vabbè, diciamo che neppure lui è da buttare, ..no???

Nel mio giardino gironzolano in modo semi selvaggio sette gatti neri e uno grigio.
Il giardino è molto grande e loro condividono spazio e cibo, giochi e ahimè .. litigi. L'altra sera, mentre davo cibarie ai gattonzoli scuri che fanno un tutt'uno con la tenebra notturna.. vedo un'ombra perfettametne candida, " un'anima bianca" ho pensato.
Un'"anima miagolante" e pure affamata... mi fa capire lei...
I gatti ora sono nove .. sette neri, uno grigio e pure la gatta bianca ehehhe ma ditemi voi, come potevo non accoglier questo splendore?
Sopra il primo piano e sotto, eccola in tutta la sua elegante bellezza, pare una Star...

Se c'è una cosa che mi affascina è il nostro cervello... il modo in cui elabora le informazioni che l'occhio invia.
Il nostro sistema di percezione visiva , non ha il compito di riprodurre fedelmente la realta’ , in quanto da un lato le immagini sono il risultato delle informazioni ottenute dai sensi, ma dall’ altro, la interpretazione delle forme, e del colore e’ frutto della capacita’ di costruzione di visioni e sensazioni, che’ e’ propria del funzionamento del nostro cervello.
Tra le due facce della stessa medaglia, composta da, soggetto percipiente - oggetto percepito , si attuano varie forme di illusione ottica, che a volte rendono incerta sia, l ‘ interpretazione mentale della terza dimensione del mondo materiale esterno, che la rappresentazione della dinamica del moto.
Il cervello in tali casi non riesce a risolvere l’ ambiguita’ nella ricostruzione cerebrale dei dati percettivi, e cio’ probabilmente e’ diretta conseguenza della indeterminazione, la quale e’ alla base degli eventi naturali, necessaria ed ovunque presente proprio in quanto essa in quanto rende possibile all’ eco-sistema biologico la capacita’ creativa di evolversi.
In base a questo vi chiedo ... cosa " percepite " vasi o visi ???
Seguendo la scia delle illusioni ottiche vi chiedo ora di analizzare anche l'immagine successiva.

Tenendo conto che quest'immagine è stata proposta in analisi ad un campione di 100 persone. 50 maschi e 50 femmine, ecco il risultato del test in rapporto alla percentuale di soggetti maggiormente percettivi....
Il 50 % del campione ha immediatamente scorto la barca sullo sfondo. ( ^_^)
1% del campione ha individuato la barca alcuni istanti dopo la visione dell'immagine.
Il 10 % del campione ha visto la barca dopo circa 10 minuti di attenta analisi.
Il 39% dopo circa un'ora ha chiesto " ma quando compare la barca ?"
Volevo scrivere un post particolare da dedicare alla donna. Desideravo trovare un racconto, una poesia che descrivesse quanto di prezioso le donne possiedono.
Ho letto racconti, sentito canzoni, letto poesie, sfogliato pagine di libri alla ricerca di parole. Con notevole stupore ho scoperto che tutto era già stato scritto.
La dolcezza della donna, la sua fragilità e, incredibilmente, la sua forza sono state cantate da grandi poeti.
In tanti hanno scritto dell'amore delle donne, di come lo vivono in modo incondizionato, di come offrono in toto, loro stesse, senza chieder nulla se non dolcezza e considerazione.
Pagine e pagine narrano storie, ora di sofferenza ora di forza, ora di vita.
Parole pregne di solitudine o narrazioni gioiose sono state scritte e riscritte.
Canti, dedicati alle donne che hanno sofferto, che hanno vissuto e che, hanno lasciato indelebile traccia del loro passaggio, sono stati tramandati da generazione in generazione.
Un compito davvero difficile sarebbe stato, se me ne fossi fatta carico!
Grazie al cielo ho desistito, ho rinunciato a scriver un post sulle donne, d’altronde, per quante peculiarità io possa cogliere e descriverle, citarle, altrettante e differenti ne troverebbero coloro che si dovessero trovar a stretto contatto con loro.
Sarebbe una fatica sprecata, un lavoro che risulterebbe sempre incompleto, pur nella sua completezza.
Questa citazione la sentii, o forse la lessi diverso tempo fa, ...mah a dire il vero non lo ricordo proprio come sono venuta a conoscenza di queste parole , ma mi piacciono e saranno le uniche parole che scriverò sulle donne!
Il cuore di una donna, ...il cuore di una donna è come una goccia d’acqua: troppo piccola per essere dispersa nel nulla, troppo grande per esser contenuta in un oceano.
Quanto ci lasciamo condizionare dagli stereotipi?
La terra, a cusa di un disastro naturale, sta per esplodere, non è più possibile continuare la vita nel nostro beneamato pianeta e noi, abbiamo la possibilità di fuggire verso altri lidi per ricostruire una società, la migliore possibile dal momento che ci andremo a vivere e dovremo ricostruire tutto dall'inizio.
A questo punto si apre una lista di personaggi e tu ne devi scegliere 6, che saranno le persone con cui ricostruirai la vita del genere umano e la dimensione sociale in un contesto assolutamente vergine e scevro da qualsiasi condizione socioculturale se non quella che si portano dietro i tuoi compagni di avventura e tu stesso ovviamente.
I personaggi sono definiti in maniera a dir poco "scarsamente informativa" poichè il test serve a far vedere come, in situazioni di urgenza e di poche informazioni, utilizziamo pregiudizi (nel senso anche positivo di premesse) e stereotipi per dare un senso a ciò che ci circonda e a ciò che per noi è funzionale; si misura poi una possibile capacità e flessibilità nel passaggio da categorie logiche a tipi diversi di apprendimento; si analizza l'importanza del contesto nell'attribuzione di significati.
Ecco la lista:
poliziotto con fucile
atleta
cuoca
architetto
prostituta
sacerdote
falegname
ragazza di 16 anni incinta
dottoressa
musicista gay
militante nero
Scegliete e di seguito vi darò la risposta ...
E' importante che scriviate affianco al soggetto scelto, la motivazione ..
Spesso basta un viso, un luogo, un sapore, un odore e come un flash si palesa quanto avevamo accantonato nella mente. Questi sono per me i ricordi che affiorano.
Un viso dai lineamenti ormai cancellati dal tempo e il capo, avvolto da un fazzoletto nero elegantemente trattenuto da una spilla d’oro. Il corpo imponente, eppure ferito di una donna. una donna alta, ma forse la ricordo molto alta solo perché io ero una bimbetta di otto anni, e quando si hanno otto anni, ebbene, la realtà sembra differente, tutto sembra più grande, incredibilmente grande e a volte terribile.
Ricordo che partimmo presto quel giorno, mio fratello maggiore ci accompagnò in macchina, me e mia madre. Era ancora buio, quando uscimmo e giungemmo a destinazione più o meno alle sette del mattino. Una imponente struttura ad accoglierci. Un lunghissimo corridoio illuminato a giorno dove riecheggiavano i passi di mia madre e dell’infermiera che anticipava i nostri. La mia mano afferrava la tasca del cappotto di mia madre per seguire il passo. Io correvo, mentre le mie treccine sbattevano sulle spalle. Sentivo il cuore nelle orecchie, avevo paura, non sapevo cosa sarebbe successo, cosa dovevano farmi, sapevo solo che dovevano controllare i miei polmoni ma, vai a spiegare a una bimbetta di otto anni che devono vedere qualcosa che sta dentro ...da fuori. In che modo ? La fantasia a otto anni galoppa e la realtà viene stravolta.
L’infermiera ci fece accomodare in una sala d’attesa, c’erano diverse persone e nessun bambino. La cosa mi deluse e mi spaventò ulteriormente. Ricordo che pensai che se stavo in un posto da grandi, era grave, se stavo in un posto da grandi e non c’erano bambini, .. beh la cosa era tragica..
Sedemmo sulla panca bianca, accanto a noi una donna, poco più in là altre donne, più o meno giovani, più o meno anziane. Ma tutte donne, nessun uomo.
Molte di quelle donne uscirono da una porta a vetri e quando ripassarono, non si sedettero nuovamente accanto a noi, ma scomparvero dalla porta dove io e mia madre eravamo entrate. Ad un certo punto chiamarono la donna che sedeva affianco a me. Subito dopo, la stessa infermiera venne a prendere me. Il fatto che fossi sola e che mia madre fosse rimasta fuori fece sì che la paura diventasse immensa. Mi sentivo come un topino preso in trappola, vedi l’esterno, vedi la libertà ma non puoi fuggire. Tuttavia, seguì l’infermiera che mi preparò: mi levò il maglioncino, la camicia e la maglia lasciandomi seminuda in un piccolo ingressino. Mi disse di stare buona e ferma, che lei sarebbe tornata subito.
L’ingressino era poco illuminato rispetto alle sale e ai corridoi che avevamo percorso poco prima e spiccava una striscia di luce più intensa da una porta socchiusa. Sicura di non essere vista, mi avvicinai a quello spiraglio. Vidi all’interno, guardai in modo quasi morboso cercando chissà quale mostro. La donna che sedeva prima accanto a me, e che mi aveva preceduta, stava ora ferma di spalle, stava risistemando il turbante sulla testa. Anche lei aveva la parte superiore del corpo scoperta. Parlava con qualcuno che non vedevo, come se si stesse congedando. Mi resi conto che stava per volgersi e feci per spostarmi, avevo paura di venir sorpresa a sbirciare, ma lei fu più veloce e quando si voltò io non riuscì più a muovere un passo, notai con sgomento che le mancavano ambo i seni. Sembravano due bruciature, e io pensai che in quel frangente le avessero procurato quelle bruciature per cui, pensai che dovessero fare la stessa cosa a me. Ricordo che mi portai di corsa nell’angolino del piccolo ingressino.
Mi misi accovacciata e iniziai ad urlare, gridavo come una matta che non volevo che mi bruciassero, venni travolta da una crisi isterica. Il radiologo e l’infermiera si precipitarono cercarono di tranquillizzarmi, ma io non ne volli sapere, urlavo in preda alla disperazione. Chiamarono mia madre, non si fece nulla quel giorno, non permisi a nessuno di toccarmi e non entrai in quella stanza.